In Breve
- Che cosa stanno discutendo Stati Uniti e Russia?
- Possibili progetti congiunti, tra cui data center alimentati da piccoli reattori nucleari.
- Sono già stati definiti i dettagli dei progetti?
- No. Non sono state comunicate località, modalità di finanziamento, tempistiche o aziende partecipanti.
- Perché i piccoli reattori sono rilevanti per la Russia?
- Il Paese dispone già di due piccoli reattori da 35 MW e punta ad aumentare la capacità energetica e di calcolo destinata anche all’intelligenza artificiale.
Stati Uniti e Russia stanno discutendo possibili progetti congiunti che includerebbero data center alimentati da piccoli reattori nucleari. Lo ha dichiarato Kirill Dmitriev, inviato per gli investimenti del presidente Vladimir Putin e responsabile del Russian Direct Investment Fund, durante la conferenza Russian Energy Week a Mosca.
Al momento non sono stati forniti dettagli su località, finanziamenti, tempistiche o aziende coinvolte. Secondo Dmitriev, ulteriori iniziative potrebbero essere annunciate prossimamente.
Sanzioni e cooperazione economica
I colloqui si svolgono mentre restano in vigore le sanzioni statunitensi contro Mosca. Dmitriev ha definito il Graham Act, firmato da Donald Trump a settembre e volto a colpire i ricavi russi derivanti dalle vendite energetiche attraverso tariffe e penalità, una legge «fuorviante».
L’inviato russo ha affermato che le sanzioni rendono difficile individuare un percorso per superare l’attuale situazione e ha sostenuto che sarebbero già in corso discussioni su come rimuoverle. Le sue dichiarazioni non costituiscono, nel testo disponibile, una conferma di accordi definitivi o di un calendario operativo per i nuovi progetti.
Il precedente dell’accordo sul diesel
Le discussioni sui data center seguono un recente accordo sul diesel russo, presentato da Trump come un’intesa destinata a portare carburante russo agli acquirenti statunitensi e internazionali e a ridurre i prezzi prima delle elezioni di metà mandato di novembre.
L’accordo richiederebbe la rimozione di alcune sanzioni precedentemente imposte sul greggio russo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato duramente l’intesa. Il dipartimento del Tesoro statunitense ha chiesto al fondo sovrano russo di contribuire alla soluzione delle questioni relative ai pagamenti; Dmitriev ha dichiarato che il Russian Direct Investment Fund garantirà l’efficienza delle transazioni, senza indicare il valore dell’accordo.
Il ruolo dei piccoli reattori
Secondo il testo, la Russia dispone già di due piccoli reattori da 35 MW entrati in funzione nel 2020. Putin ha inoltre affermato che il Paese intende costruire 38 unità nucleari nell’arco di due decenni, con l’obiettivo di aumentare la capacità di calcolo necessaria all’intelligenza artificiale.
La tecnologia dei piccoli reattori potrebbe quindi rappresentare uno dei possibili ambiti di cooperazione tra Washington e Mosca. Tuttavia, la fonte non indica quali progetti verrebbero selezionati né chiarisce come verrebbero affrontati gli ostacoli normativi, finanziari e legati alle sanzioni.

