In Breve

Che cosa si sa del presunto robot di Meta?
Secondo un rapporto citato da TechRadar, Meta starebbe sviluppando un umanoide alto circa 1,37 metri, pesante 48 chilogrammi e collegato al sistema AI Muse.
Quale tecnologia potrebbe utilizzare?
Il robot sarebbe basato, secondo le indiscrezioni, sul chip Jetson Thor di Nvidia, già associato ad altri progetti di robotica umanoide.
Quali sono i principali dubbi?
L’analisi sottolinea i problemi ancora aperti di autonomia, affidabilità e sicurezza nell’uso domestico, oltre alla possibilità di un modello economico basato su leasing e abbonamenti.

Meta starebbe sviluppando un robot umanoide alto circa 1,37 metri e con un peso di 48 chilogrammi. Secondo quanto riportato da The Information e ripreso da TechRadar, il dispositivo potrebbe essere in grado di guardare negli occhi le persone, imitare le espressioni umane e aiutare nelle attività domestiche. Il progetto sarebbe descritto come una “rappresentazione fisica di Muse”, il sistema di intelligenza artificiale di Meta.

Le indiscrezioni si inseriscono nella crescente convergenza tra robotica umanoide e intelligenza artificiale. Aziende come Tesla, Meta, Unitree, Figure, X1 e Boston Dynamics stanno lavorando, con approcci diversi, a robot destinati potenzialmente alla casa, all’assistenza e alle attività di servizio.

La robotica come porta d’accesso all’AI

L’analisi di TechRadar interpreta i robot domestici come un possibile canale per portare gli assistenti AI nelle abitazioni, in un momento in cui l’adozione di chatbot e agenti software incontra anche diffidenza. Il tema riguarda, tra gli altri aspetti, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla disinformazione, sulla sicurezza delle infrastrutture e sul mercato del lavoro.

Il legame tecnologico tra i due settori è già visibile nelle partnership e nelle piattaforme utilizzate. Il robot attribuito a Meta, secondo il resoconto citato, userebbe il chip Jetson Thor di Nvidia, piattaforma presente anche in robot di Figure AI e Agility Robotics. Google DeepMind collabora con Boston Dynamics, mentre Amazon ha acquisito diverse aziende di robotica, orientandone parte delle attività verso la catena di approvvigionamento e la gestione degli inventari.

Un possibile modello in abbonamento

TechRadar ipotizza che il costo elevato dei robot umanoidi possa favorire formule di leasing o abbonamento, invece dell’acquisto diretto. In questo scenario, il canone potrebbe includere l’accesso ai modelli AI e una quantità di token, presentando il servizio come assistenza domestica, pulizia o supporto personale.

Si tratta di una previsione e non di un piano commerciale confermato per il robot di Meta. L’ipotesi rientra però in una tendenza più ampia verso servizi AI continuativi, già associati a prodotti e piattaforme di aziende come Meta, Anthropic, OpenAI, Amazon e Apple.

Le incognite sull’uso domestico

Il principale limite indicato nell’analisi riguarda la maturità della robotica umanoide per gli ambienti domestici. I video virali che mostrano robot impegnati in prove di agilità o combattimento non dimostrerebbero necessariamente un’autonomia completa: secondo TechRadar, alcune prestazioni sarebbero ottenute tramite teleoperazione, programmazione preimpostata o controllo remoto.

L’articolo considera ancora imprevedibili e potenzialmente non sicuri molti robot per una casa media. Allo stesso tempo, prospetta che entro cinque anni possano arrivare umanoidi più affidabili, capaci di svolgere attività come pulire, portare a spasso il cane o assistere le persone. Anche questa è una previsione dell’autore, non una data di disponibilità annunciata dai produttori.