Operazioni navali, sistemi di sorveglianza, capacità multiruolo. Dagli NH90 agli AW101, le tecnologie che permettono agli elicotteri della Marina Militare di operare dalle navi, contrastare le minacce e intervenire nelle emergenze.

Una fregata può sorvegliare una vasta porzione di mare con i propri radar e i sistemi di bordo. Un elicottero ne estende il raggio d’azione, raggiungendo aree lontane dalla nave, individuando possibili minacce e raccogliendo informazioni che contribuiscono alle decisioni dell’equipaggio.

Per la Marina Militare Italiana, gli elicotteri rappresentano una componente essenziale delle operazioni aeronavali. Dalla lotta antisommergibile alla sorveglianza delle rotte marittime, fino al supporto alle operazioni anfibie e al soccorso, questi mezzi svolgono funzioni differenti, spesso nell’ambito della stessa missione.

In questa componente dell’aviazione navale, Leonardo ricopre un ruolo industriale e tecnologico attraverso due famiglie di elicotteri: l’NH90, sviluppato dal consorzio europeo NHIndustries, e l’EH101, oggi AW101, nato dalla collaborazione tra l’italiana Agusta e la britannica Westland, confluite successivamente nell’attuale organizzazione industriale del gruppo.

Il loro valore operativo deriva dalla combinazione di caratteristiche aeronautiche, sistemi di missione e soluzioni progettate specificamente per l’ambiente marino. Un insieme di capacità che permette all’elicottero di operare come estensione dei sensori e delle funzioni della nave.

Dalle fregate alle basi aeronavali: dove operano gli elicotteri

L’impiego degli elicotteri navali si sviluppa tra le unità della flotta e le stazioni aeronavali a terra. A bordo delle navi, i velivoli possono svolgere missioni di sorveglianza, ricerca di sottomarini, supporto logistico e trasporto di personale. Le basi garantiscono invece attività di manutenzione, preparazione delle missioni e addestramento degli equipaggi.

La componente ad ala rotante si inserisce nell’organizzazione aeronavale che comprende le fregate FREMM, i cacciatorpediniere, la portaerei Cavour, la nave anfibia LHD Trieste e i Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA). Le caratteristiche delle singole unità determinano quali velivoli possano essere imbarcati e con quali modalità.

Un esempio documentato da Leonardo riguarda la fregata FREMM Carlo Margottini, impegnata nel 2019 in una missione nell’Oceano Indiano, in Medio Oriente e nel Mare Arabico. Nella propria documentazione aziendale, il gruppo indica la presenza a bordo di due elicotteri NH90, accanto ai sistemi radar, di comunicazione e di combattimento forniti per l’unità.

Sulle grandi unità navali, i ponti di volo e le strutture di ricovero consentono di impiegare gli elicotteri in missioni che richiedono trasporto di personale, supporto alle operazioni anfibie e collegamenti tra le navi. Sulle fregate, il ruolo della componente aerea è strettamente legato anche all’estensione della capacità di sorveglianza e contrasto alle minacce.

A terra, la rete dell’aviazione navale comprende le stazioni di Luni, Grottaglie e Catania. Luni, in Liguria, occupa un posto particolare nella documentazione Leonardo: qui è stato assegnato l’ultimo SH-90A consegnato alla Marina ed è stato realizzato un centro di simulazione dedicato all’addestramento degli equipaggi NH90.

Inaugurato nel 2023, il centro dispone di un simulatore di volo in configurazione MR1, interamente sviluppato da Leonardo e personalizzato sulle esigenze della Marina. Consente di preparare piloti e specialisti di bordo a scenari operativi complessi, riproducendo le condizioni di volo e l’impiego dei sistemi di missione.

NH90: due configurazioni per esigenze differenti

L’NH90 è uno dei principali programmi europei nel settore degli elicotteri militari. La piattaforma è sviluppata attraverso NHIndustries, consorzio al quale Leonardo partecipa con una quota del 32%, contribuendo alla realizzazione di componenti fondamentali e all’integrazione dei sistemi di missione.

Per la Marina Militare Italiana, le consegne si sono concluse nel 2023, con 56 elicotteri complessivi: 46 SH-90A e 10 MH-90A. Al momento del completamento della fornitura, Leonardo indicava oltre 35.000 ore di volo accumulate dalla flotta nelle operazioni condotte in Italia e all’estero.

Le due varianti rispondono a esigenze differenti.

L’SH-90A, derivato dalla configurazione navale NFH (NATO Frigate Helicopter), è destinato principalmente alle missioni antisommergibile e antinave. Dispone di un sistema di missione che integra radar, sonar, apparati elettro-ottici, sistemi di identificazione e autoprotezione elettronica, oltre alla gestione degli armamenti previsti per il contrasto delle minacce.

L’MH-90A è invece ottimizzato per il trasporto tattico, il supporto alle operazioni anfibie e l’impiego con le forze speciali. La configurazione italiana combina caratteristiche della variante da trasporto terrestre, tra cui la rampa posteriore, con soluzioni progettate per l’utilizzo in ambiente navale, come il carrello e i rotori adattati alle operazioni imbarcate.

Alla base di entrambe le configurazioni si trova una struttura ampiamente realizzata in materiali compositi e un sistema di comandi di volo fly-by-wire, che sostituisce i collegamenti meccanici tradizionali con un sistema di controllo elettronico.

Leonardo partecipa alla progettazione, produzione e integrazione di componenti come la sezione posteriore della fusoliera, il sistema idraulico della trasmissione principale, alcune funzioni avanzate del pilota automatico e l’integrazione dell’impianto propulsivo. Per la variante navale, il contributo comprende anche l’integrazione dei sensori e del sistema di missione.

AW101: dalla lotta antisommergibile all’eliassalto

Accanto all’NH90, l’AW101 rappresenta la componente medio-pesante dell’offerta elicotteristica navale di Leonardo. La macchina, sviluppata originariamente come EH101, è caratterizzata da tre motori, una cabina di grandi dimensioni e un’architettura progettata per adattarsi a differenti profili operativi.

Nella flotta italiana, la Marina Militare distingue tre configurazioni principali: l’SH-101A, destinato alle missioni antisommergibile e antinave (ASW/ASuW); l’EH-101A, impiegato per l’allerta precoce e la sorveglianza aerea (Airborne Early Warning, AEW); e l’MH-101A, dedicato alle operazioni anfibie, al trasporto tattico e al supporto alle forze speciali.

Nella configurazione antisommergibile, il sistema di missione può integrare radar di sorveglianza, sonar pescante, sensori elettro-ottici e apparati per il trattamento delle informazioni acustiche. La disponibilità di sistemi di comunicazione e collegamento dati tattico consente di condividere le informazioni raccolte con gli altri elementi della forza navale.

Le configurazioni per la sorveglianza e l’allerta precoce rispondono a un’esigenza differente: individuare e seguire bersagli aerei o di superficie, ampliando la conoscenza dello scenario operativo. Le dotazioni dipendono dall’allestimento adottato e dai requisiti del singolo operatore.

Per il trasporto e il supporto anfibio, sono invece centrali la cabina spaziosa, le porte laterali e la rampa posteriore. Quest’ultima permette di movimentare personale, attrezzature e carichi, facilitando le operazioni di imbarco e sbarco.

Questa diversificazione consente di utilizzare una piattaforma comune per missioni con esigenze differenti, pur richiedendo equipaggiamenti specifici e configurazioni dedicate.

La tecnologia che permette di operare in mare

Un elicottero navale deve affrontare condizioni operative diverse da quelle di un velivolo impiegato prevalentemente da terra. L’esposizione alla salsedine, gli spazi limitati degli hangar, il movimento continuo del ponte di volo e le condizioni meteorologiche richiedono soluzioni costruttive e sistemi di controllo dedicati.

Nel caso dell’AW101, Leonardo descrive una struttura completamente marinizzata, progettata per l’impiego prolungato nell’ambiente marittimo. La versione navale può integrare sistemi automatici di ripiegamento delle pale del rotore principale e della trave di coda, necessari a ridurre gli ingombri durante il ricovero a bordo.

Tra gli equipaggiamenti previsti per le configurazioni navali figura il Deck Lock, un sistema che permette di vincolare l’elicottero al ponte durante le operazioni a bordo. Leonardo indica, per l’AW101 opportunamente configurato, capacità di operare sul ponte fino allo stato del mare 6, grazie anche alle caratteristiche di controllo del velivolo e alla possibilità di generare spinta negativa con il rotore. Il dato va interpretato nel rispetto dei limiti operativi e delle condizioni previste per ciascun allestimento: non significa che ogni AW101 possa operare senza restrizioni in qualsiasi situazione meteorologica.

Anche la variante navale NH90 prevede soluzioni di ripiegamento e dispositivi di bloccaggio sul ponte, oltre a un carrello progettato per le esigenze dell’appontaggio.

Ma la specializzazione navale non riguarda soltanto la struttura meccanica.

Negli elicotteri contemporanei, radar, sistemi optronici, sonar e apparati elettronici devono operare attraverso un’architettura di missione integrata. L’obiettivo è consentire agli equipaggi di raccogliere e interpretare informazioni provenienti da sensori differenti, senza dover gestire strumenti completamente separati.

Nel sistema navale NH90, Leonardo contribuisce all’integrazione del radar, del sonar, degli apparati elettro-ottici e dei sistemi di guerra elettronica. Tra le tecnologie sviluppate dal gruppo figurano il LEOSS-T, sistema elettro-ottico girostabilizzato per la sorveglianza, l’identificazione e il puntamento, e il LOAM (Laser Obstacle Avoidance and Monitoring), un sistema laser anticollisione progettato per rilevare ostacoli lungo la traiettoria di volo, compresi cavi e altri elementi di piccole dimensioni.

L’impiego di questi apparati dipende dalla configurazione. Leonardo ha documentato l’installazione del LOAM su un NH90 dell’Esercito Italiano, mentre una versione aggiornata del LEOSS-T rientra tra i sistemi previsti per lo standard SWR3, attualmente in sperimentazione. La documentazione pubblica non consente di attribuire entrambi i dispositivi all’intera flotta NH90 della Marina Militare.

Il risultato è un elicottero che affianca alla capacità di volo una funzione di raccolta e gestione dei dati. Le informazioni provenienti dai sensori di bordo, quando integrate nei collegamenti tattici previsti, possono contribuire al quadro operativo condiviso con le unità navali.

Dalla difesa al soccorso: la versatilità delle piattaforme

La capacità di svolgere missioni differenti è una caratteristica rilevante dell’aviazione navale.

Un elicottero equipaggiato per la sorveglianza marittima può contribuire alle attività di ricerca di un’imbarcazione in difficoltà. I sensori elettro-ottici e i radar consentono di osservare aree estese, mentre verricelli e dotazioni di soccorso, quando presenti, permettono il recupero di persone.

Nella documentazione di prodotto, Leonardo include tra le missioni dell’NH90 anche ricerca e soccorso, trasporto sanitario e supporto in situazioni di emergenza. L’AW101 offre configurazioni per il soccorso marittimo, l’evacuazione medica e il trasferimento di personale e materiali.

Per le operazioni umanitarie, assumono particolare importanza la capacità di carico, l’accessibilità della cabina e la possibilità di trasportare feriti e attrezzature sanitarie.

Non tutte le configurazioni consentono di passare immediatamente da una missione all’altra senza modifiche. La versatilità dipende dagli equipaggiamenti disponibili, dalla preparazione degli equipaggi e dalle procedure operative previste.

Questa flessibilità amplia comunque il campo d’impiego della componente elicotteristica, che può contribuire tanto alla sicurezza marittima quanto alle attività di supporto alla popolazione.

L’evoluzione dell’NH90 e il rapporto con i sistemi senza equipaggio

Il completamento delle consegne alla Marina non coincide con la conclusione dello sviluppo tecnologico dell’NH90.

Nel 2024, NHIndustries e l’agenzia NATO NAHEMA hanno avviato il programma di aggiornamento Software Release 3 (SWR3), noto anche come Block 1. L’intervento punta a migliorare le capacità legate allo scambio di informazioni tattiche, all’integrazione dei sensori, alla navigazione e alla gestione dei sistemi d’arma. Tra le tecnologie introdotte nella nuova configurazione figurano il collegamento dati tattico Link 22, un sistema elettro-ottico LEOSS-T di nuova generazione e aggiornamenti delle capacità sonar.

Il 21 luglio 2026, un SH-90 della Marina Militare Italiana ha effettuato il primo volo nella configurazione SWR3. Il risultato, comunicato da NHIndustries il 3 agosto, ha segnato l’inizio della campagna di prove di volo del nuovo standard. È un passaggio nella fase di sviluppo e qualificazione, che non equivale alla piena disponibilità operativa dell’aggiornamento sull’intera flotta italiana.

Un secondo percorso riguarda l’evoluzione di lungo periodo dell’elicottero. Dopo l’annuncio, nel 2025, di uno studio congiunto da parte di Leonardo e Airbus Helicopters, il 20 aprile 2026 NHIndustries e NAHEMA hanno formalizzato un contratto da 15 milioni di euro per lo studio dell’architettura del futuro NH90 Block 2.

L’attività, della durata prevista di due anni, dovrà definire un’architettura avionica modulare e scalabile, capace di agevolare l’integrazione di nuove tecnologie. Lo studio comprenderà anche un piano di manutenzione semplificato, con l’obiettivo di migliorare la disponibilità della flotta e contenere i costi lungo il ciclo di vita, oltre a soluzioni per una maggiore connettività e per le operazioni collaborative.

Un tema specifico è la cooperazione tra elicotteri con equipaggio e sistemi aerei senza pilota, definita crewed-uncrewed teaming. In questa prospettiva, velivoli differenti potrebbero condividere informazioni e collaborare nello svolgimento delle missioni.

Il percorso riguarda anche le competenze sviluppate da Leonardo nel settore dei velivoli a pilotaggio remoto ad ala rotante, tra cui AWHero e Proteus.

Il Block 2 rimane uno studio di architettura destinato a individuare possibili evoluzioni della piattaforma, mentre il Block 1 si trova nella fase di sviluppo e sperimentazione. Nessuno dei due programmi può essere considerato già introdotto operativamente sull’intera flotta NH90 della Marina Militare.

Sul piano dell’addestramento, invece, è già disponibile un’applicazione concreta. Il centro di simulazione di Luni è stato progettato per consentire successive evoluzioni, compresa la possibilità di collegare più simulatori e sviluppare esercitazioni congiunte in ambienti operativi differenti.

Il valore industriale della specializzazione navale italiana

L’esperienza maturata da Leonardo nel settore degli elicotteri navali comprende progettazione aeronautica, produzione, integrazione di sensori, elettronica di missione, addestramento e supporto tecnico.

Lo stabilimento di Venezia Tessera rappresenta un nodo industriale del programma NH90: qui sono stati assemblati gli elicotteri destinati alla Marina Militare Italiana e si svolgono attività legate all’assemblaggio e all’aggiornamento delle macchine in servizio.

La partecipazione a NHIndustries e la storia industriale dell’AW101 mostrano anche la dimensione europea di queste competenze. L’autonomia tecnologica italiana, in questo settore, si fonda sulla capacità di realizzare componenti e sistemi critici, integrarli e mantenerli operativi nel tempo, all’interno di programmi sviluppati insieme ad altri partner.

Per la Marina Militare, il risultato è la disponibilità di piattaforme specializzate che estendono le capacità delle navi, dal controllo dello spazio marittimo al supporto alle operazioni anfibie e al soccorso.

La loro evoluzione dipenderà sempre più dall’aggiornamento dei sistemi elettronici, dalla condivisione delle informazioni e dall’integrazione con nuove piattaforme. Rimane centrale un requisito meno visibile, ma determinante: consentire agli equipaggi di operare con continuità e sicurezza dall’ambiente complesso di una nave militare.