Artiglierie navali, torrette digitali, nuovi veicoli corazzati. Dalle officine della Vickers-Terni alla joint venture con Rheinmetall, il ruolo del polo spezzino nei programmi di rinnovamento dell’Esercito italiano.

Il 22 ottobre 2026, l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha dichiarato che i programmi per i nuovi corazzati dell’Esercito italiano sono pronti, dal punto di vista industriale, a entrare nella fase produttiva. Non ha invece confermato le indiscrezioni, riportate da Milano Finanza e riprese da Reuters, su due contratti del valore complessivo di circa 3,7 miliardi di euro relativi ai veicoli da combattimento A2CS e al futuro carro armato Main Battle Tank (MBT).

Le novità riguardano da vicino La Spezia, dove Leonardo conserva lo storico stabilimento ex OTO Melara e dove ha sede operativa Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV), la joint venture italo-tedesca incaricata dello sviluppo dei nuovi mezzi. Le officine spezzine, nate per produrre artiglierie navali, partecipano oggi a programmi legati a piattaforme cingolate, torrette digitali e sistemi elettronici integrati.

I primi risultati sono già visibili: quattro veicoli Lynx KF41 destinati alla fanteria sono stati consegnati all’Esercito. Il programma comprende anche lo sviluppo di un nuovo carro da battaglia, ancora in fase di definizione tecnica. Le due piattaforme hanno caratteristiche e funzioni differenti, ma condividono una parte dell’organizzazione industriale e delle tecnologie sviluppate dai partner.

La Spezia nella nuova filiera Leonardo-Rheinmetall

L’accordo tra Leonardo e Rheinmetall per la costituzione della joint venture è stato annunciato nel 2024. Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, partecipata al 50% da ciascun gruppo, è stata formalmente costituita nel 2025.

LRMV ha sede legale a Roma e sede operativa alla Spezia. Il suo mandato comprende due programmi distinti: l’Army Armoured Combat System (A2CS), destinato a rinnovare la flotta dei veicoli corazzati per la fanteria, e il nuovo Main Battle Tank, sviluppato per la componente dei carri armati dell’Esercito.

Per l’A2CS la piattaforma di partenza è il Lynx KF41 di Rheinmetall. Per il futuro carro da battaglia, gli accordi iniziali hanno individuato nel Panther KF51 dello stesso gruppo tedesco la base tecnologica di riferimento, da sviluppare secondo i requisiti italiani.

La collaborazione prevede che il 60% delle attività industriali venga svolto in Italia. La quota comprende parti dello sviluppo e della produzione, integrazione dei sistemi, prove, omologazione, consegne e supporto logistico.

Il lavoro sarà distribuito tra diversi stabilimenti. Nella propria Sintesi di Bilancio 2024, Leonardo attribuisce alla Spezia attività legate ai sistemi di difesa e all’assemblaggio dei veicoli. Altri siti italiani contribuiranno con tecnologie optroniche, comunicazioni, radar, sistemi di comando e controllo e simulatori.

La Spezia occupa dunque una posizione definita nell’organizzazione della joint venture, ma il 60% delle attività previsto in Italia riguarda l’intera filiera nazionale. I documenti pubblici non consentono ancora di stabilire quanti veicoli della futura famiglia MBT saranno effettivamente assemblati nello stabilimento ligure.

Dalle artiglierie navali ai sistemi terrestri

La storia industriale della Spezia è strettamente legata all’Arsenale militare marittimo. La presenza della Marina favorì lo sviluppo di cantieri, officine e attività metallurgiche, contribuendo alla trasformazione economica della città.

Nel 1905 nacque la Vickers-Terni, costituita attraverso un accordo tra la britannica Vickers e la Società degli Altiforni, Fonderie e Acciaierie di Terni. I lavori per il nuovo stabilimento iniziarono l’anno successivo. La produzione di artiglierie di grosso calibro destinate alla corazzata Cavour prese avvio nel 1909, prima che fossero completati gli impianti.

La denominazione OTO arrivò nel 1929, con la nascita della Odero Terni Orlando. Negli anni successivi la fabbrica attraversò differenti stagioni produttive, alternando gli armamenti a produzioni per il mercato civile, tra cui locomotive e trattori.

La continuità industriale si riconosce soprattutto nelle competenze meccaniche e nella capacità di progettare e costruire sistemi complessi. Nel corso dei decenni, alle lavorazioni tradizionali si sono affiancate attività legate all’elettronica, ai sensori e ai dispositivi digitali, oggi presenti sia nei sistemi navali sia in quelli terrestri.

Lo stabilimento spezzino mantiene infatti una produzione legata alle artiglierie, tra cui i cannoni navali da 76 e 127 millimetri, accanto allo sviluppo di tecnologie e sistemi destinati ai veicoli militari.

Il programma Lynx: dai primi quattro mezzi ai nuovi ordini

Il 5 novembre 2025 Leonardo e Rheinmetall hanno annunciato il primo contratto A2CS per la fornitura di 21 veicoli corazzati cingolati destinati alla fanteria italiana.

La commessa comprende cinque Lynx KF41 equipaggiati con la torretta Lance di Rheinmetall e sedici mezzi con lo stesso scafo e una torretta HITFIST da 30 millimetri di Leonardo. Il contratto prevede inoltre l’aggiornamento dei primi cinque esemplari alla configurazione con torretta italiana, insieme a sistemi di addestramento e simulazione per gli equipaggi.

Il 27 gennaio 2026, al Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito di Montelibretti, vicino a Roma, sono stati consegnati i primi quattro Lynx. La cerimonia ha segnato l’avvio ufficiale del programma A2CS, che punta a rinnovare la dotazione dei mezzi da combattimento della fanteria.

Il fabbisogno complessivo previsto per il programma è di 1.050 veicoli, articolati in differenti configurazioni operative. Il numero indica l’obiettivo generale di acquisizione e va distinto dai mezzi oggetto dei singoli contratti.

Il primo ordine comprendeva anche un’opzione per ulteriori 30 Lynx. Secondo quanto riportato da RID – Rivista Italiana Difesa, l’opzione sarebbe stata esercitata, portando a 51 il totale dei veicoli ordinati. La notizia non risulta tuttavia accompagnata da una nuova conferma ufficiale di Leonardo.

Le torrette digitali e il contributo tecnologico di Leonardo

Uno degli aspetti più rilevanti della collaborazione riguarda l’integrazione tra la piattaforma meccanica e i sistemi elettronici. Nei moderni veicoli corazzati, la torretta comprende l’armamento, gli apparati di osservazione, i dispositivi di puntamento e le tecnologie necessarie alla gestione delle informazioni operative.

Nel programma Lynx, la combinazione tra lo scafo sviluppato da Rheinmetall e la torretta HITFIST di Leonardo è uno degli esempi di questa ripartizione delle competenze.

L’evoluzione tecnologica delle torrette emerge anche da altri progetti del gruppo italiano. Nel programma di aggiornamento dei Veicoli Blindati Medi del Consorzio Iveco-Oto Melara, Leonardo ha sviluppato una versione aggiornata della HITFIST da 30 millimetri, dotata di un nuovo sistema di controllo del tiro e di componenti elettronici capaci di interfacciarsi con le optroniche digitalizzate Janus D e Lothar SD.

I veicoli del programma sono inoltre destinati a ricevere radio SDR VQ1 e il sistema di comando e controllo C2D/N Evo. Si tratta di un progetto distinto dall’A2CS, ma utile a comprendere il peso crescente dell’elettronica nella progettazione dei sistemi di difesa terrestri.

A Seafuture, alla Spezia, Leonardo ha presentato anche due torrette a controllo remoto: la LIONFISH 30 per impieghi navali e la HITFIST 30 UL per quelli terrestri. Entrambe integravano il cannone elettrico X-GUN da 30 millimetri, sviluppato internamente all’azienda.

La HITFIST 30 UL presentata a Seafuture è una configurazione differente dalla HITFIST 30 NG prevista per il Lynx italiano. Le due versioni appartengono però alla stessa famiglia tecnologica, nella quale le soluzioni meccaniche si accompagnano a sistemi di osservazione e controllo sempre più articolati.

Il futuro carro armato italiano e il dimostratore di Eurosatory

Accanto all’A2CS procede lo sviluppo del nuovo Main Battle Tank, il programma destinato al rinnovo della componente corazzata pesante dell’Esercito italiano.

Nel giugno 2026, al salone Eurosatory di Parigi, Leonardo Rheinmetall Military Vehicles ha presentato un dimostratore concettuale del futuro MBT. Il mezzo esposto utilizzava una nuova torretta installata su uno scafo Leopard 2A4.

Secondo quanto riportato dalla testata specializzata Janes, i rappresentanti della joint venture hanno precisato che la configurazione del dimostratore non coincide con quella prevista per la produzione di serie. L’impiego dello scafo Leopard 2A4 rispondeva quindi alle esigenze di presentazione e sviluppo di alcune soluzioni, mentre l’architettura definitiva del carro rimane in fase di definizione.

Il progetto figura anche tra quelli citati nelle indiscrezioni sulle nuove commesse. Le dichiarazioni di Lorenzo Mariani indicano la disponibilità industriale del gruppo ad avanzare con le lavorazioni, ma non permettono di stabilire tempi, volumi e distribuzione delle attività produttive tra i siti coinvolti.

Dal Consorzio Iveco-Oto Melara alla crescita dello stabilimento

La collaborazione con Rheinmetall si inserisce in una storia di accordi industriali che alla Spezia ha radici consolidate.

La costituzione del Consorzio Iveco-Oto Melara ha riunito competenze nella progettazione e produzione dei veicoli terrestri. Tra i programmi sviluppati figura la famiglia Centauro, che ha contribuito a consolidare l’esperienza industriale italiana nei mezzi blindati ruotati.

Il contratto per gli ultimi 28 esemplari di Centauro II ha completato gli ordinativi previsti per un totale di 150 unità destinate all’Esercito italiano. Il Centauro II utilizza un’architettura digitale e una torretta HITFACT di nuova generazione con cannone da 120 millimetri.

Un ulteriore cambiamento è arrivato il 18 marzo 2026, quando Leonardo ha finalizzato l’acquisizione del business Difesa di Iveco Group, comprendente i marchi IDV e ASTRA. L’operazione ha rafforzato le capacità del gruppo nella progettazione e produzione di piattaforme terrestri e ha portato sotto il suo controllo anche la partecipazione precedentemente detenuta da IDV nel Consorzio Iveco-Oto Melara.

La crescita dell’attività industriale si riflette anche nell’occupazione spezzina. Nel febbraio 2026, secondo le informazioni fornite dal responsabile dei Sistemi Difesa di Leonardo, Luca Perazzo, a RaiNews, lo stabilimento aveva superato i 1.500 addetti, con 430 assunzioni nei due anni precedenti.

Il dato sulle nuove assunzioni è stato successivamente confermato da un’intervista a una rappresentante di Leonardo pubblicata dal Distretto Ligure delle Tecnologie Marine. I nuovi ingressi hanno riguardato soprattutto competenze tecniche e ingegneristiche, con un’età media dichiarata di 31 anni.

Si tratta di numeri riferiti alla crescita complessiva dello stabilimento, che comprende differenti linee produttive e attività industriali. Non è disponibile una ripartizione pubblica che permetta di attribuire una quota precisa degli addetti o delle assunzioni ai programmi A2CS e MBT.

Il polo spezzino opera inoltre all’interno di un territorio caratterizzato dalla presenza della cantieristica navale, di imprese meccaniche specializzate e di istituzioni formative e di ricerca. La disponibilità di competenze industriali e tecniche costituisce una componente importante dell’organizzazione delle attività produttive, insieme alla rete di fornitori e aziende dell’indotto.

La memoria della Melara e le prospettive industriali

La storia dello stabilimento è documentata anche dal Centro di Documentazione dell’Associazione Museo della Melara. La struttura conserva fotografie, filmati, documenti tecnici e materiali legati alle diverse fasi della produzione aziendale.

Nell’area espositiva si trovano cannoni navali, mezzi terrestri e due trattori OTO costruiti per il mercato civile nel secondo dopoguerra. Tra i pezzi conservati figura il prototipo Otomatic, un sistema antiaereo semovente che trasferiva in ambito terrestre la tecnologia del cannone navale da 76/62 millimetri.

L’Otomatic documenta una pratica industriale presente da tempo nello stabilimento: adattare a nuove piattaforme tecnologie sviluppate per applicazioni differenti. In occasione dei 120 anni della fabbrica, il patrimonio storico è stato ulteriormente valorizzato attraverso iniziative dedicate all’anniversario.

Oggi questa esperienza si confronta con programmi che richiedono un’integrazione sempre più stretta tra meccanica, elettronica e sistemi digitali.

Per La Spezia, la sede operativa di LRMV e le attività di assemblaggio indicate da Leonardo rappresentano elementi già definiti. Anche l’aumento dell’occupazione documenta una crescita industriale in corso. Restano invece da quantificare i volumi produttivi e le lavorazioni del futuro MBT che saranno effettivamente assegnati allo stabilimento ligure.

L’avanzamento dei contratti e la distribuzione delle attività tra i diversi siti consentiranno di misurare la portata dei nuovi programmi per la fabbrica e per il territorio.